Nel dinamico mondo della Grande Distribuzione Organizzata il rischio ergonomico viene troppo spesso ignorato o minimizzato perché considerato parte della routine lavorativa. Niente di più sbagliato perché è proprio l’esposizione quotidiana a questo rischio a renderlo insidioso e potenzialmente molto pericoloso.
I lavoratori e le lavoratrici scaricano e sistemano le merci in arrivo e porzionano i prodotti anche più volte al giorno, facendo sempre gli stessi movimenti e sforzi fisici. Queste che possono sembrare banali attività ripetitive a basso rischio sono costellate di azioni ripetitive che nascondono insidie posturali e fisiche tutt’altro che trascurabili. Ma vediamo insieme quali sono le problematiche specifiche del rischio ergonomico.
Rischio ergonomico nella GDO: dove si annidano i pericoli
Ma vediamo ora dove si annidano i rischi ergonomici per chi lavora nella Grande Distribuzione. Partiamo dall’analisi delle attività svolte tutti i giorni:
Arrivo e movimentazione merci
Che potremmo definirla come la fase “so tutta un rischio”. La movimentazione manuale dei carichi (scatole, bancali, casse d’acqua) espone i lavoratori a:
- sforzi eccessivi, torsioni del tronco e flessioni, con un elevato rischio di infortuni alla schiena e agli arti superiori.
- posture statiche prolungate durante lo scarico di un camion, per esempio.
- affaticamento lombare derivante da movimenti ripetitivi e carichi pesanti.
Sicuramente gli addetti al magazzino e alla ricezione merci sono i più a rischio.
Porzionamento prodotti
Qui prendiamo in esame i rischi degli addetti alla macelleria, pescheria, gastronomia e figure simili.
- La criticità principale per questi lavoratori è la ripetitività dei gesti eseguiti per lunghi periodi (taglio, affettatura, confezionamento).
- Questi addetti mantengono molto spesso anche posizioni scomode o forzate per raggiungere i piani di lavoro, i frigoriferi o le bilance.
- L’uso prolungato di utensili quali coltelli, affettatrici e sezionatrici può causare disturbi muscoloscheletrici a mani, polsi e braccia tra cui la tendinite o la sindrome del tunnel carpale.
Quali sono le criticità principali del rischio ergonomico?
Abbiamo analizzato le singole attività con i loro rischi specifici. Ora vediamo insieme le criticità che le attività lavorative della GDO comportano:
- Posture incongrue e prolungate: lavorare per ore con la schiena curva, le braccia sollevate o il collo flesso mette sotto stress articolazioni e muscoli.
- Movimenti ripetitivi e non alternati: la monotonia delle azioni impedisce ai muscoli di recuperare, portando a sovraccarico e infiammazione.
- Scarsa varietà delle azioni lavorative: l’assenza di rotazione delle mansioni o di pause attive aggrava l’esposizione al rischio.
- Utilizzo di superfici non adeguate: l’altezza dei banchi di lavoro, dei piani di appoggio o la disposizione degli scaffali possono costringere i lavoratori ad assumere posture forzate.
Il ruolo dei DPI nella Grande Distribuzione Organizzata
I DPI per prevenire il rischio ergonomico nella GDO sono spesso assenti. E quando ci sono, vengono spesso scelti senza tenere conto della specifica attività. Qui non vi sto parlando dei guanti anti-taglio o delle scarpe antinfortunistiche, ma di strumenti necessari a supportare la postura e ridurre l’affaticamento. Facciamo qualche esempio dei DPI necessari e ridurre il rischio ergonomico:
- Tappeti anti-affaticamento: posizionati nelle aree dove si sta in piedi per lunghi periodi. Servono a diminuire lo stress su gambe e schiena.
- Guanti ergonomici: specifici per ridurre le vibrazioni o migliorare la presa, prevenendo l’affaticamento delle mani.
- Supporti regolabili: sedie, poggiapiedi, banchi regolabili in altezza che permettono al lavoratore di adattare l’ambiente alle proprie caretteristiche ed esigenze fisiche.
Questi DPI ergonomici possono aiutare a prevenire gli infortuni e ridurre il rischio ergonomico nella GDO.
Dobbiamo parlare del rischio ergonomico nella GDO
Il rischio ergonomico nella GDO è un argomento che va affrontato e approfondito. Le conseguenze sono ben più gravi di un semplice mal di schiena. Questo rischio può generare disturbi muscoloscheletrici (DMS) cronici quali lombalgie e cervicalgie, tendiniti e borsiti. Le conseguenze sulla salute sono importanti e colpiscono tutti:
- i lavoratori subiscono dolori cronici con riduzione della qualità della vita. Possono avere difficoltà a svolgere le normali attività quotidiane e rischiano l’inabilità.
- I responsabili e le aziende vedono aumentare l’assenteismo per problemi di salute con conseguenti costi di sostituzione e calo di produttività. Rischiano la diminuzione del benessere organizzativo e un calo della produttività complessiva. E ultima cosa, ma non per importanza: possono incorrere in sanzioni legali per il mancato rispetto delle normative sulla sicurezza.
Prevenire questi rischi è quindi sia un obbligo normativo che un investimento utile a tutti. E non dimentichiamo che un ambiente di lavoro ergonomicamente sano migliora la soddisfazione del personale, riduce gli infortuni e aumenta l’efficienza operativa.
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