In questi mesi le temperature si fanno roventi e le ondate di calore sono un pericolo reale e quotidiano. Dal punto di vista normativo il caldo estremo non è ancora formalmente riconosciuto come un rischio specifico per chi lavora ma crea altri pericoli e impone di alzare il livello di attenzione.
Rischio caldo: le leggi da applicare
Anche se non abbiamo ancora una legislazione specifica, il Codice Civile, il nostro amato TUSSL e i nuovi accordi Stato-Regioni ci danno degli strumenti normativi efficaci.
Codice Civile: il nostro Codice prevede l’applicazione del principio generale di tutela previsto dall’art. 2087.
Tussl: il Decreto Legislativo 81/08 impone gli obblighi di valutazione del rischio, in particolare agli articoli 15, 18 e 28.
Accordo Stato-Regioni di giugno 2025: il nuovo accordo Stato-Regioni ha sottolineato l’importanza di una prevenzione intelligente, anche in relazione ai cambiamenti climatici, quindi invita a tutelare chi lavora dal caldo estremo.
Insomma hai tutti gli strumenti normativi per tutelare chi lavora dal caldo estremo, e ti invito a non sottovalutare mai i rischi che questo comporta. Ora vediamo insieme le misure giuste per difendersi dal rischio caldo.
Come difendersi dai rischi del caldo
Quando le temperature superano i 35°C, in condizioni prolungate e persistenti, bisogna prendere delle precauzioni e valutare le misure giuste per difendersi. Ecco cosa puoi fare:
Organizza il lavoro in base alle temperature
- Limita le attività durante le ore più calde;
- Introduci la rotazione del personale per evitare esposizioni prolungate;
- Usa gli indicatori WBGT/PHS per stimare il rischio termico;
- Consulta i bollettini aggiornati sulle ondate di calore sul sito del Ministero della Salute. Ti lascio qui il link: Ministero Salute – Ondate di calore.
Fai acclimatare chi lavora
- Prevedi percorsi graduali di esposizione per i nuovi assunti o per chi rientra da lunghe assenze;
- Usa ambienti “di passaggio” con condizioni intermedie tra interno e esterno.
Usa il giusto abbigliamento e DPI specifici
- Consiglia abiti traspiranti, in fibre naturali e di colore chiaro;
- Fornisci protezioni solari come cappelli a tesa larga e occhiali con filtro UV;
- Valuta l’uso di DPI specifici per il rischio solare.
Idratazione e alimentazione
- Garantisci accesso costante ad acqua fresca e integratori salini;
- Informa i lavoratori sulle buone pratiche alimentari e di idratazione, tenendo conto anche delle esigenze culturali o religiose.
Informazione e formazione
Organizza momenti formativi su:
- sintomi da stress termico e solare;
- misure di prevenzione e primo intervento;
- lingua madre dei lavoratori, se necessario.
Programmare pause e fornire aree confortevoli
- Prevedi pause regolari in luoghi ombreggiati o climatizzati;
- Evita il lavoro in solitaria, soprattutto nelle ore critiche.
Nominare un responsabile per la gestione del rischio caldo/solare
- Un incaricato a monitorare le condizioni e attuare le misure previste.
Misure tecniche e organizzative in fase di rischio elevato
- Installa coperture, schermi o barriere ombreggianti;
- Sposta le lavorazioni in ambienti interni dove possibile;
- Rimodula gli orari di lavoro;
- Integra il DUVRI (Documento Unico per la Valutazione dei Rischi da Interferenze) se sono presenti appalti o lavoratori esterni.
Il caldo è un rischio reale e prevenibile
Il caldo non è solo una seccatura estiva ma un rischio reale e prevenibile. E anche se non è espressamente classificato come “rischio specifico” nel D.Lgs. 81/08, abbiamo visto che le norme esistenti ci danno già tutti gli strumenti per agire in modo serio e responsabile.
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