Quando si parla di preposto, spesso si pensa alla figura che controlla i lavoratori. Quella che vigila, che richiama, che applica le regole. È vero, la vigilanza è il cuore del suo ruolo. Ma c’è molto di più.
Oggi il preposto non può essere solo un controllore tecnico, ma un ponte tra norme e persone. Questo significa che deve saper usare anche competenze “soft”, cioè quelle abilità relazionali che non sono scritte nei manuali ma che fanno la differenza in cantiere, in fabbrica, in ufficio: tra le persone.
Il ruolo del preposto nella legge
La normativa assegna al preposto un ruolo chiave nella sicurezza: quello di sovrintendere e vigilare sull’osservanza delle norme da parte dei lavoratori. Non solo: la Cassazione ha ribadito che il preposto è “la prima linea della sicurezza aziendale”.
- Art. 19 del D.Lgs. 81/08: impone al preposto di sovrintendere, vigilare e segnalare.
- La Cassazione Penale (Sez. IV, 2019, sent. 7188) lo definisce “essenziale anello della catena della prevenzione”.
- Dal 2022 il legislatore ha rafforzato il suo ruolo: il preposto deve interrompere immediatamente l’attività in caso di gravi rischi.
Quindi sì, il preposto vigila. Ma vigilare non è solo guardare e segnalare, significa anche comunicare, motivare, gestire conflitti.

Le soft skills fondamentali per il preposto
- Capacità di ascolto attivo
Un lavoratore segnala che il ponteggio vibra. Il preposto che ascolta attivamente non liquida con un “non succede nulla”, ma indaga, raccoglie dettagli, coinvolge il RSPP.
Sono i dati INAIL che confermano l’importanza di questa soft skill: il 40% delle segnalazioni informali fatte dai lavoratori anticipa incidenti poi effettivamente accaduti. - Comunicazione chiara ed efficace
Parlare di DPI a un lavoratore straniero senza conoscere la sua lingua può creare incomprensioni. Un preposto preparato sa usare frasi semplici, dimostrazioni pratiche e ha a disposizione una cartellonistica multilingue. - Leadership positiva
Guidare non significa alzare la voce ma indicare una direzione (e dare il buon esempio). I team che percepiscono il preposto come un leader di riferimento rispettano le regole più volentieri. Uno studio EU-OSHA mostra che in contesti con leadership partecipativa gli infortuni calano fino al 27%. - Gestione del conflitto
Un operaio non vuole indossare i guanti perché li trova scomodi. Il preposto non lo sanziona subito: ascolta, cerca alternative, spiega i rischi. Così evita lo scontro e ottiene la collaborazione. - Feedback costruttivo
Dire “così non va bene” non serve. Dire “così rischi di scivolare, meglio fare in questo modo” crea consapevolezza.
Perché le competenze relazionali fanno la differenza?
Perché un preposto senza soft skills può generare resistenze, conflitti e sottovalutazioni. Al contrario, un preposto che comunica e motiva diventa un ambasciatore della sicurezza.
E ricorda: la sicurezza non si insegna solo con i cartelli, ma con le relazioni quotidiane.
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